Attualità

Elisabetta Ciavarella la nuova “penna” del Corriere

Scritto da Peppe Nacci

Ho il piacere di presentarvi una nostra nuova collaboratrice, una giornalista che ha le caratteristiche per essere considerata una di famiglia nella redazione del “Corriere”. A parte i suoi titoli che poi leggerete, Elisabetta ha gli attributi per scrivere su una testata come questa, le mancano i peli sulla lingua, ha una spiccata propensione all’istinto graffiante e tutto quello che scrive sembra venir fuori da una favola dei fratelli Grimm. Tutte caratteristiche che ammiro molto in una giornalista. Lascerò che sia lei stessa a presentarsi e avrete modo di conoscerla attraverso queste pagine; a voi Elisabetta Ciavarella…. 

Non sapevo ancora leggere, ma adoravo scrivere nella mente ed ho creduto, spesso, che il ‘MONDO FOSSE DIVERSO’ da come apparisse.
Dopo la Maturità Scientifica avrei voluto frequentare il DAMS ed ora, che mi sento più libera anche di parlare di me stessa, confesso che mi sarebbe piaciuto inventare le sceneggiature dei film.
Forse si trattava di tutti quelli che però balenavano ‘idealmente’ nella mia testa, perché, in fondo, se la realtà riesce a superare la fantasia, essa, a volte, sa anche esternarsi in tutta la sua crudezza.
Per questioni di vicinanza ho ripiegato verso gli studi giuridici e, conseguita la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, ho terminato la mia pratica legale, ma non ho voluto proseguire in quel ramo.
Il motivo non potevo nasconderlo nemmeno a me stessa; tutto mi riportava a quella ‘realistica crudezza’.
Tanti anni sacrificati su tomi di Diritto, sempre in cerca delle mie amate parole…quelle che coinvolgessero la mia anima. Invero si trattava solo di freddo cibo per la mente e, capitava, che mi isolassi in scritti strappati che allora mai neanche rilessi.
Di quegli anni ricordo le mie lettere di vario genere, dagli insoluti alle disdette, dove almeno potevo spaziare con un minimo di creatività; la stessa che, però, ahimè, cozzava terribilmente con la legalità.
E fu così che dirottai verso uno di quei vecchi sogni insabbiati che tornano a galla prepotentemente, solo perché non sepolti con co-scienza.
Iniziai una lunga gavetta giornalistica, collaborando presso una TV locale e poi presso alcune testate, fino a ricoprire un ruolo avvicendato, quale Direttore Responsabile presso due periodici a tiratura locale.
Da tutte le mie esperienze passate oggi posso ammettere di avere imparato molto ed ho capito che, in fondo, la mia paura di invecchiare mi sta donando quel qualcosa che mi mancava, ossia la ‘consapevolezza’, o meglio la si potrebbe identificare con saggezza.
Però nemmeno posso considerarmi più saggia, perché continuerò a sbagliare, mio malgrado.
Gli sbagli sono ‘umani’ e non bisognerebbe mai aver paura di riconoscerli; anzi è proprio la ‘consapevolezza’ del proprio vissuto, unitamente al presente, il dono da parte dell’incedere dell’età, sia verso colui che scrive che verso chi amabilmente legge.

Purtroppo, il ritornello d’esordio ritorna in negativo… quel MONDO testé citato.
Ebbene, ‘IL MONDO NON È DIVERSO’ da quello che appare, ma ci si può sforzare, già singolarmente e nel proprio piccolo, di poter almeno un po’ migliorare, cercando di non sbagliare, anche se, per imparare dagli errori, non basterebbe mai una vita intera.

Ringrazio il Direttore Responsabile Peppe Nacci, unitamente a tutta la redazione de “Il Corriere di San Severo”, per l’ospitarmi illuminandomi con il faro del loro porto letterario.

Elisabetta Ciavarella

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Peppe Nacci

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