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La naturopatia a San Severo, con Sabrina Regina – La “rivoluzione dolce” della medicina integrativa

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Scritto da Peppe Nacci

 

Conoscere la natura per conoscere sé stessi
 
Armonia con la natura, con i propri tempi e ritmi, sana alimentazione e corretto stile di vita, cura, prevenzione, tutela della salute e del benessere
 
Pensare alla propria salute in modo diverso, come il risultato della conoscenza e del rispetto di sè, del proprio corpo, di ritmi e tempi naturali, di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita, rifuggendo l’idea di affidarsi solo ed esclusivamente ai farmaci, vuol dire compiere un percorso di consapevolezza e responsabilità, che porta ad un nuovo rapporto con sè stessi ed il proprio benessere. La salute patrimonio da curare, pure in interazione con la medicina tradizionale, e da custodire, proteggendolo e sostenendolo grazie alla prevenzione, in una visione globale dell’individuo. Sono queste alcune premesse delle attività di naturopatia proposte dalla terapeuta Sabrina Regina. Diplomata presso l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino, conosciamola meglio nell’intervista che segue.
 
Che cosè la naturopatia? La natutopatia è un’arte millenaria, che grazie ad una profonda conoscenza della natura si integra e fonde con la scienza. E’, nella mia visione, una forma di medicina integrativa, e non alternativa, come spesso si tende ad affermare. L’ obiettivo è la stimolazione della capacità innata di autoguarigione o di ritorno all’ equilibrio energetico del corpo umano, definita  omeostasi, grazie a pratiche e trattamenti di diverso genere, insieme all’adozione di stili di vita sani e in armonia con i ritmi naturali, ad eliminare le cattive abitudini e il rischio di ammalarsi.
 
Qual è una delle differenze fondamentali tra naturopatia e medicina tradizionale? Beh, il medico si occupa della malattia, di curarti, guarirti, il naturopata si occupa invece di aiutarti a proteggere la tua salute, di guidarti nel curare te stesso e nella prevenzione (anche dai 7/8 anni d’età). Il tutto in interazione, ove necessario, con la medicina tradizionale. Il naturopata non è un medico, ma un operatore del benessere, e deve rendere la persona sempre più consapevole e artefice della propria salute e benessere naturale, aiutandola a conoscere il proprio corpo e la propria costituzione, per attivare un sistema di prevenzione personale e rafforzare le difese immunitarie. Anche l’alimentazione sarà individuata in base alla propria costituzione. In definitiva più conosci te stesso e il tuo corpo e meglio li vivrai.
 
La naturopatia è fondata sul valore della naturalezza e della natura. In quali altri modi si estrinseca questo fondamento? Il rapporto con la natura è chiaramente costitutivo della medicina naturale. La conoscenza dei cicli della natura, attraverso il basilare modello della medicina tradizionale cinese, il loro rispetto, come dei tempi e delle stagioni è fondamentale perchè conduce a conoscere sè stessi. Infatti la natura è considerato il macrocosmo e l’uomo il microcosmo: composti dalle stesse sostanze ed energie finiscono con l’influenzarsi l’un l’altro. Conosci la natura e conoscerai te stesso. Rispetta la natura e rispetterai te stesso.
 
Il rispetto della natura passa anche per quello delle stagioni e per come le si vivono. Ad esempio mangiare il cibo di stagione, vivere le condizioni, le atmosfere, depurare il corpo, equilibrare le emozioni, le sensazioni che suscita, sviluppare uno stile di vita adeguato al periodo, nell’idea che la natura vada vissuta e goduta, significa rispettarla e insieme rispettarsi, conoscendosi sempre meglio.
 
Molto spesso per fare ciò bisogna modificare le abitudini, anche apportando cambiamenti importanti nella propria vita. Questo richiede forza, coraggio, determinazione, ma alla fine darà senz’altro risulstati. Se ciò che si ama fiorisce, amarsi, rispettarsi, non può che portare dei risultati positivi. Si realizza in taluni casi quella che si può definire una vera e propria rivoluzione personale, la rivoluzione dolce della naturopatia.
 
Come viene accolto il percorso proposto dal naturopata? Ci sono persone che lo apprezzano tanto, e si rendono conto subito che è necessario volersi bene e fare dei cambiamenti. Al contrario, poi ci sono altri che si giustificano, scusano i propri comportamenti, rifiutando le evoluzioni necessarie.
 
Partendo dalla premessa che la malattia è il modo migliore del corpo per stare meglio, per riequilibrarsi, c’è chi riconosce l’importanza di qualcuno che si occupi della persona nel suo complesso, dell’aspetto fisico, psicologico, comportamentale, per giungere allo stato di salute generale, in una visione olistica quindi – a differenza della medicina tradizionale, dove il farmaco deve risolvere tutto; cosa che per di più finisce con l’indebolire il corpo.
 
Quali sono le pratiche naturopatiche che lei propone? Nello specifico la mia attività si basa soprattutto su iridologia, studio della sclera e dell’iride, considerata come una mappa completa del corpo umano, riflessologia plantare, che permette di intervenire su tensione muscolare o emotiva, infiammazioni, congestioni, squilibri energetici di organi e apparati, ristabilendo nel tempo l’omeostasi dell’intero sistema complesso, mente/corpo, in relazione all’ambiente, riflessologia palmare, sempre secondo i principi della medicina tradizionale cinese, un’esperienza rilassante e ricostituente per l’attività del sistema circolatorio e linfatico, idrotermofanghi, utilizzo dell’acqua e di fanghi per impacchi e trattamenti, e l’auricoloterapia, basata sull’idea che l’orecchio riproduca in piccolo l’intero organismo umano, grazie alla stimolazione di punti precisi che riguardano organi e apparati, condurrà il corpo all’auto guarigione.
 
Va detto che prima di ogni pratica è necessario un consulto completo, una anamnesi generale della persona, raccolta dati per passato e presente, con una proiezione futura, a cui seguono l’individuazione dei trattamenti opportuni e le indicazioni alimentari.
 
Più una persona conosce sé stessa più potrà personalizzare le pratiche di cura e prevenzione, acquisendo nel tempo crescente autonomia. Il naturopata diviene una guida, un punto di riferimento per l’autogestione, che nutrirà, insieme alla salute, l’autostima – da non sottovalutare il risparmio sulla spesa medica.
 
Va precisato che il naturopata è un operatore del benessere e non un medico, quindi non può fare manovre invasive, nè prescrivere farmaci o fare diagnosi, ma può fornire alla persona strumenti importanti per conoscere il proprio corpo e ristabilire l’equilibrio generale psico-fisico, senza mai escludere l’interazione con il proprio medico.
 
Quanto dura mediamente un percorso di naturopatia? La durata media può andare da uno ad alcuni mesi. Per i più giovani sono previste anche agevolazioni nell’accesso alle pratiche.
 
Il naturopata, riconosciuta come professione, prevede l’iscrizione nel Registro Italiano Naturopati, dove vengono accolti solo i professionisti certificati.
 
Pur ricordando che la laurea di naturopata ad oggi non è riconosciuta dalla scuola pubblica nè dal sistema sanitario nazionale, la medicina naturale vede una sempre crescente interazione con la medicina tradizionale, come in diversi ospedali e poliambulatori italiani, dove le due discipline collaborano apertamente.
 
Un percorso di autoguarigione quindi, basato sulla fiducia tra utente e terapeuta, gettando le basi per un futuro migliore sia per il corpo che per la mente.
 
Centrale pure il ruolo delle emozioni e della sfera introspettiva, per la creazione di uno stato di benessere in armonia con gli aspetti materiali e comportamentali. Auspicabile un approccio al vissuto semplice, naturale, che sappia accogliere le aspettative più autentiche della persona.
 
Per maggiori informazioni o prenotare un consulto con la terapeuta Sabrina Regina, telefonare al numero 342/5705856. Email  sabrina.regina@naturopatiitaliani.info
 
 
Pagine Instagram: Medicina divergente oppure Sabrina Regina

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Peppe Nacci

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