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Strategie nutrizionali, attività fisica e integrazione per combattere la cellulite

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La cellulite o pannicolopatiaedemato-fibrosclerotica è un processo infiammatorio a carico del pannicolo adiposo sottocutaneo, molto diffuso diffusonelle donne, caratterizzato dalla comparsa di irregolarità sulla superficie cutanea da cui ne deriva la “pelle a buccia d’arancia” o “a materasso” nei casi più gravi.

La cellulite origina dall’indebolimento dei setti del tessuto connettivo che connettono il derma, lo strato sottostante della pelle, e il tessuto muscolare, i quali attraversano il tessuto adiposo sottocutaneo. Questo indebolimento fa sì che si crei l’insieme delle protrusioni dell’epitelio adiposo nello strato reticolare del derma.

Questo processo determina scarsa circolazione con conseguenti alterazioni a livello del microcircolo venoso e linfatico, debolezza dei tessuti, scarsa resistenza ai traumi e un aumento del volume degli adipociti. La cellulite è una condizione multifattoriale dovuta a varie cause quali età, sesso, predisposizione genetica, sedentarietà, alimentazione sbilanciata ricca in zuccheri, grassi e sale, fumo, alcol esoprattutto alterazioni ormonali. Nel processo di formazione della cellulite intervengono diversi ormoni tra cui insulina, noradrenalina, ormoni tiroidei e in particolare gli estrogeni che incidono negativamente sul tessuto connettivale del derma causandone un suo indebolimento e un’espansione delle cellule adipose nello strato dermico determinando il caratteristico effetto di pelle a buccia d’arancia o nel peggiore dei casi di vere e proprie fossette visibili ad occhio nudo. Le donne sono più soggette a cellulite rispetto agli uomini per la prevalenza degli estrogeni e una maggior percentuale di grasso corporeo, in particolare quelle formose che hanno tendenza ad accumulare grasso nella parte inferiore del corpo, a livello di gambe, cosce, glutei.

Non sempre la cellulite si associa al sovrappeso e all’obesità, in quanto può colpire anche donne di costituzione magra, ma nella maggior parte dei casi si, per cui in condizioni di sovrappeso e obesità è necessario mirare in primis alla perdita di peso che deve essere graduale e non repentina in modo da non alterare la massa magra, mentre se si è normopeso occorre modificare le scelte alimentari, privilengiando cibi naturali e poco processati a cui non vengono aggiunti sale, additivi, conservanti, una corretta idratazione del corpo, tramite l’assunzione di 1,5- litri di acqua al giorno, consumo regolare di frutta e verdura, cruda, cotta e sotto forma di estratti per garantire il riequilibrio di vitamine e minerali, consumo di tisane ad azione depurativa e diuretica come carciofo, tarassaco, colazioni bilanciate in nutrienti, privilegiando proteine e grassi buoni per contrastare l’infiammazione, prediligere diete a medio-alto contenuto in lipidi monoinsaturi, polinsanturi e omega-3 presenti nel pesce azzurro come tonno, alici, sardine, sgombro, noci, pinoli per migliorare la sensibilità insulinica e la capacità delle cellule di ossidare gli acidi grassi, prediligere l’utilizzo di sale marino integrale che fornisce un ampio spettro di minerali, limitandone il consumo. Sono da evitare colazioni troppo sbilanciate ricche in zuccheri semplici e complessi che determinano uno sbalzo glicemico non indifferente che porta a un immagazzinamento degli acidi grassi a livello di cosce, gambe, glutei con peggioramento della sensibilità insulinica e conseguente insulino-resistenza, il consumo di cibi confezionati o in scatola, ricchi di sale e conservanti, di bevande alcoliche, evitare il consumo di pasti veloci ricchi di grassi saturi e conservanti, diete fai da te, diete restrittive prolungate, diete iposodiche. Per quanto concerne l’attività fisica, al contrario di quello che si sente spesso in giro, occorre prediligere esercizi anaerobici di resistenza e forza quindi via libera ai pesi, attrezzi ed esercizi a corpo libero che creano uno stimolo muscolare alto e basso stimolo sistemico, piuttosto che esercizi aerobici ad elevata intensità come zumba, spinning e cardio prolungatoche non fanno altro che sottoporre il nostro corpo a uno stress elevato ed aumentare il rischio di traumi e deplezione del tessuto muscolare. All’esercizio fisico, va sempre associato uno stile di vita attivo che si basa sull’acquisizione di poche e semplici mosse come usare le scale al posto dell’ascensore, utilizzare la bici o andare a piedi anziché prendere i mezzi di trasporto, una camminata a passo svelto, evitando quanto più possibile la sedentarietà. Per quanto concerne l’utilizzo di integratori anticellulite è consigliabile, laddove con l’alimentazione e l’esercizio fisico non si riesce ad arrivare, l’utilizzo di integratori a base di vitamina C per favorire la produzione di collagene, Quercetina, Ginko Biloba, Escina per attivare il microcircolo venoso e linfatico e proteggere i vasi sanguigni e Vitamina E che svolge una potente azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Nicola Barbaro

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