Cultura

LE CONFRATERNITE E LE NUOVE SFIDE, fede, arte, diritto e terzo settore. Presentato il volume curato  dell’avv. Franco Lozupone

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Scritto da Peppe Nacci

Lo scorso 14 febbraio, nell’aula magna dell’Università a Taranto, sono stati presentati gli atti del convegno dello scorso anno sulle confraternite, contenuti nel volume la cui edizione  è stata curata dall’avv. Franco Lozupone. Con un comitato scientifico composto da docenti delle università statali e pontificie, la preziosa pubblicazione, con contributi dei maggiori studiosi del settore, costituisce una sorta di vademecum di taglio scientifico, per coloro che volessero approfondire la materia. Diversi gli ambiti trattati, da quello storico a quello della tutela del patrimonio artistico, dai comitati festa alle attività caritatevoli, dal riconoscimento civile alle cappelle funerarie, dagli statuti ai bilanci, dalla governance all’inserimento tra gli enti del Terzo Settore.

Il volume, al costo di euro 25,00 è edito da Mandese, la nota casa editrice di Taranto.

Abbiamo chiesto a Franco, nostro storico collaboratore, di rispondere a qualche nostra domanda per presentarci l’opera

 

Franco, ritieni che il volume abbia trattato le questioni più rilevanti della materia confraternale?

Credo proprio di sì, da tempo pensavo a qualcosa che facesse il punto sulle confraternite, mettendo a fuoco criticità e eventuali potenzialità.

 

Oggi parlare di confraternite è ancora possibile? Non ti sembra anacronistico?

Oggi le confraternite hanno in molti casi  perso il contatto con le finalità originarie, riducendosi agli eventi processionali, connotato da legami soprattutto con i simulacri. Con una prevalenza di aspetti più folcloristici e pittoreschi, ma che tendono ad allontanarsi dalla vita cristiana e dalla vita della Chiesa.

 

Lei ha avuto esperienza in qualche confraternita?

Già dai  tempi del Liceo. Negli ultimi 11 anni sono stato Commissario Vescovile di una Arciconfraternita. E’ stato un servizio ecclesiale che mi ha consentito di vedere ancor più da vicino alcune dinamiche, studiandole minuziosamente. Sotto il profilo socio-antropologico, oltre che psicologico, un’esperienza preziosa, che mi ha arricchito.

 

Dal Convegno, e quindi dal volume che contiene gli interventi, sono emerse indicazioni?

Molte, soprattutto le potenzialità di tali associazioni (il Codice di diritto Canonico non parla di confraternite ma le ricomprende tra le associazioni) quanto operano secondo ciò che dovrebbero essere. Due indicazioni mi sono sembrate condivise da tutti e indifferibili, e cioè l’impossibilità di appartenere a più confraternite e la necessità di distinguere i meri portatori, cioè colori legati alle statue e interessati soltanto al trasporto processionale, e i confratelli veri e propri che dovrebbero dedicarsi anche ad altri compiti.

 

In ambito ecclesiale che ruolo occupano oggi le confraternite?

Sono ai margini della vita ecclesiale con una rilevanza sempre più ridotta, perché spesso si sono appiattite sulle statue e sulle processioni, su aspetti solo esterni e vuoti, e soprattutto poco compresi dalle persone, al di là dell’impatto esclusivamente emotivo Necessiterebbero di una rifondazione e di maggiore cura nella formazione umana e spirituale, come condizione di appartenenza, Come avviene nelle altre associazione pubbliche della Chiesa. Con un recupero delle regole proprie della vita ecclesiale, per evitare dinamiche estranee alla Chiesa, più consone ad altri corpi e organismi sociali. La cultura della legalità e del rispetto per tutti costituisce nella Chiesa un prerequisito umano. Senza tale formazione umana è impossibile far crescere una esperienza religiosa.

 

Vi sarebbe qualche ulteriore aspetto della vita confraternale che potrebbe essere studiato?

Si è già pensato a uno studio di carattere sociologico, antropologico e psicologico, con il coinvolgimento di alcuni psichiatri. Ci sono già delle persone che si sono rese disponibili a lasciarsi intervistare. Ne scaturirà un lavoro interessante, ne sono certo.

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Peppe Nacci

1 Commento

  • Sulle confraternite, una mia semplice considerazione.
    Devo innanzitutto ringraziare l’amico avvocato Franco Lozupone per il libro sulle Confraternite. Ha ragione quando pone l’accento sulla formazione dei soci. Da sempre, non solo oggi, i componenti le confraternite appaiono solo nelle “processioni”, si mostravano e si mostrano in ostentazioni! Si dovrà rimediare alla lacuna della scarsa formazione e accentuare il senso dell’appartenenza ad un organismo, come le Confraternite, che invece ha bisogno di essere valorizzato culturalmente. Ben venga esigere una formazione consapevole.
    Michele Russi Padova

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